La prima mezza maratona: quello che non sapevo e che avrei imparato

Sono arrivato. Allora non sapevo spiegarmelo. Oggi sì – e so cosa farei di diverso.

La Prima mezza maratona Verona
La mia prima mezza maratona – Verona

Pioggia, freddo e scarpe consumate

La prima mezza maratona l’ho corsa sotto la pioggia battente a Verona. Febbraio.
Freddo, cielo grigio, asfalto bagnato.
Ero vestito come se dovessi andare a fare un trekking in montagna: troppi strati, troppo coperto, troppo caldo già dopo i primi tre chilometri nonostante facesse freddo per quei pochi spettatori a bordo strada.

Le scarpe erano quelle con cui avevo iniziato a correre. Le mie scarpe. Quelle che mi avevano accompagnato in ogni uscita, lungo ogni chilometro. Me ne ero decisamente affezionato oltre a sentirle maledettamente comode sui miei piedi.

A posteriori, viste con un occhio diverso, erano consumate, molto consumate. Finite. Bucate. Avevano già corso la loro storia.

La prima mezza maratona

Alla partenza il cuore era fin da subito già alto. Emozione? Tanta.
Una folla di gente. Io e il mio pettorale appuntato con le spille da balia al K-Way, due pesci fuor d’acqua in mezzo ad un mare di runners.
Inizia il countdown.

Zone di frequenza cardiaca? Non sapevo cosa fossero. Il mio orologino da polso mi diceva solo a quanto stavo andando e io guardavo solo quel numero cercando di non accelerare troppo.

Strategia di gara: nessuna. Tempo obiettivo: nessuno.

Il mio unico pensiero per 21 chilometri è stato uno solo: spero di arrivare.
E sono arrivato.

Il vero problema non è la distanza

La maggior parte di chi si avvicina alla prima mezza maratona commette un errore di valutazione preciso: pensa che il problema sia la distanza.
Riesco a correre 15, 16, 18 km, ok, posso correre una mezza maratona.
Io sono tra queste persone. Correvo tanto, a lungo, mi sentivo pronto.

Ho imparato poi che il problema non è la distanza.
Il problema è arrivare alla distanza nelle condizioni giuste. Con le gambe giuste, il ritmo giusto, la testa giusta, la giusta alimentazione.

Tutte cose che non si improvvisano il giorno della gara. Si costruiscono nelle settimane prima.

Chi arriva alla prima mezza maratona senza una preparazione specifica di solito la paga in uno di questi modi:

Gli errori che si pagano il giorno della gara

Il cuore che parte già alto

Le scarpe sbagliate

Abbigliamento

Nessun ritmo obiettivo

Il giorno prima della gara

Cosa fare:

Cosa avrei fatto di diverso: le 12 settimane prima

Scegliere e pianificare la gara in anticipo

Scegliere una gara vicina

Visita medica

Controllare il calendario

Curare alimentazione e vestiario

Farmi seguire o informarmi

Hai domande su come impostare la tua preparazione o vuoi un confronto sul tuo percorso?


La prima mezza maratona e l’ultima senza obiettivo